Ma Gesù ha parlato anche a Salvini, Bussetti e Fontana?, 18 marzo 2019

29 marzo 2019: XIII Congresso delle Famiglie a Verona.
E’ molto più di un Congresso: è un vento freddo che raggela e spaventa. Contro lo Stato laico e contro la Chiesa di Bergoglio.

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Dal 29 al 31 marzo si terrà a Verona, il XIII Congresso Internazionale delle Famiglie, promosso dal Word Congress of Families (Wfc), una lobby nata negli Stati Uniti nel 1997, fautrice di campagne contro l’aborto, la pornografia e le unioni tra persone dello stesso sesso, sostenendo la cosiddetta «famiglia naturale».
Già qui non ci siamo: il termine naturale rimanderebbe alla loro visione dei rapporti interpersonali, figlia di divieti, chiusure, recinzioni, fobìe. Hanno scambiato per natura venti secoli di esercizio di potere, che si è tradotto in norme, leggi, consuetudini innaturali… e ce lo rivendono come “figlio di Gaia”.

Vediamo chi ci sarà, a Verona. Andranno, come relatori, il vicepremier e ministro dell’interno Salvini, il ministro del MIUR Bussetti, il ministro della famiglia Lorenzo Fontana, fino a giugno 2018 vicesindaco di Verona, Comune che, nel 40esimo anniversario della legge 194 del 1978, si è autoproclamato «città a favore della vita». Ci saranno poi il senatore Simone Pillon, il governatore del Veneto, Luca Zaia e il governatore della Lombardia Attilio Fontana. Non mancheranno anche politici dell’opposizione parlamentare come Giorgia Meloni (Fratelli d’Italia) e Antonio Tajani (Forza Italia).
Lorenzo Fontana, di sua iniziativa, aveva fatto figurare quello del Governo tra i patrocini all’evento, accanto a quello della Regione del Veneto e della Provincia di Verona. Le reazioni, a livello nazionale, erano state immediate: la più grande organizzazione di studenti, la Rete della Conoscenza, aveva sottolineato come «scuole e università devono essere libere da omotransfobia e discriminazioni». La sinistra si ribella ed esce al volo un ordine del giorno che ha come prime firmatarie donne del Pd di Verona. «Quel congresso è quanto di più retrogrado e medievale sia mai passato nel nostro Paese: siamo pronti alla mobilitazione» afferma Gabriele Piazzoni, segretario generale Arcigay. Imbarazzo di palazzo Chigi che fa uscire una nota: «Iniziativa autonoma del ministro per la Famiglia Lorenzo Fontana, attraverso procedure interne agli uffici e che non hanno coinvolto direttamente la Presidenza del Consiglio».

Ieri, 17 marzo, su Notiziecristiane.com esce un articolo dal titolo Verona: dal 29 al 31 marzo tutti presenti al Convegno per le famiglie , in cui legge: «Nel vangelo il Signore ha forgiato l’espressione “segni dei tempi” identificandola come un invito alla fede e alla vigilanza (Mt 16,4; Lc 12,54-56). Facciamo nostra la raccomandazione di Gesù di saper distinguere i segni dei tempi, crediamo di scoprire, in mezzo a tante tenebre, numerosi segnali che ci infondono speranza sul nostro destini e dell’umanità. […] Noi come seguaci, seguiamo le Sue impronte e i Suoi insegnamenti e ci siamo assunti la responsabilità di affermare la verità senza compromessi, perché questo è il mandato ricevuto da Dio, quando abbiamo accettato nel cuore Cristo Gesù. Certamente saremo bersagli di altre menzogne, l’hanno fatto con Gesù, lo faranno anche con i Suoi figlioli, ma verrà il tempo in cui ogni cosa sarà rivelata e non per volere umano ma per Volontà Divina».
Siamo distanti anni luce da un comune sentire laico, ma anche da Papa Bergoglio. A ben guardare, a Verona, c’è molto di più di un Convegno sulla famiglia: c’è il bisogno incontenibile di tornare indietro, a modelli di società che per secoli abbiamo combattuto. E il rifiuto di una Chiesa che si sta aprendo al mondo.
A Verona, il 30 marzo saranno in tanti, a contestare il Convegno: sindacati, associazioni femminili da Nonunadimeno a Aied a Telefono rosa, alle Democratiche. Ci sarà l’arcigay e un lungo elenco che non è neppur possibile prevedere. Sarà una protesta pacifica e irrinunciabile. Laica, aperta e davvero amorevole.
O Salvini, Bussetti e Fontana pensano che Gesù abbia parlato anche a loro e, da unti del Signore, saliranno sul palco a difendere una visione del mondo – e della famiglia – umbratile, raggelante e irrispettosa dei più elementari diritti dell’uomo?